Verso i mari del sud
Verso i mari del sud
Dopo gli ultimi febbrili preparativi a El Safir, siamo partiti dal porto di Vibo Valentia in Calabria e abbiamo avuto giorni di navigazione tranquilla. Fin troppo …
L’assenza di vento ci ha fatto attraversare il canale di Messina in assoluta tranquillità. Ma poi, raggiungere Kythira, isola greca a sud del Peloponneso, e superare Creta è stato, a motore, anche un po’ noioso.
Ho però utilizzato il tempo a disposizione per riprendere confidenza con El Safir, fermo all’ormeggio da ormai 20 giorni, “illustrarlo” ai nuovi amici e rimettere in attività tutte le numerose funzionalità: avviare il desalinatore d’acqua, controllare le pompe, rimettere alcune viti e sostituire le lampadine che non funzionano, attivare la connessione con il telefono satellitare, preziosissima attrezzatura, con il quale riusciamo anche ad inviare e.mails a casa, ecc.
Al momento a bordo siamo in tre.
Nella prima parte di questo lungo trasferimento – che durerà 25 /30 giorni – mi stanno accompagnando Roberto e Gianni.
A Port Said, all’inizio del canale di Suez, ci raggiungeranno Guglielmo e Paola, che dovrebbero tenerci compagnia fino a Marsa Alam dove riprenderanno l’aereo per l’Italia e dove invece salirà a bordo Maria Teresa, che rimarrà con Roberto, Gianni e me fino a destinazione: il porto di Gibuti, sul lembo sud del mar Rosso, prima dell’oceano arabico.
Le vele ci aiutano intercettando quel po’ di vento che ogni tanto spira, e alleggeriscono lo sforzo dei motori.
Siamo riusciti a goderci una bella veleggiata al traverso con vento teso a 15 nodi l’altra sera mentre ci lasciavamo dietro l’isola di Creta.
La nostra rotta dirigeva verso sud est . Spenti i motori, El Safir filava su di un pelo d’onda formata ad una bella velocità, che ci ha fatto risvegliare dai torpori del viaggio.
Alle 2,30 della notte il vento è scemato e abbiamo ricominciato ad ascoltare il borbottio del motore a scoppio. Fortunati i due di noi che avevano il turno di riposo fino a quell’ora: infatti hanno potuto dormire – unica notte di questa prima tratta – senza alcun rumore se non il fruscio delle onde.
Compiti e funzioni:
Roberto si è offerto fin dall’inizio di occuparsi della cucina e ci prepara sempre delle pietanze “saporite” (a lui piace molto il peperoncino e ci sta già facendo abituare ai costumi arabi).
Il suo pensiero fisso è quello di controllare il radar ogni quarto d’ora, anche se la visibilità è ottima e si vede un orizzonte che ci si impiegherebbe ore ed ore a raggiungerlo.
Gianni è un “preciso” nelle funzioni marinare e corregge sempre la rotta quando siamo solo appena fuori della traccia del computer di bordo. Lo vedi sempre girare con un cacciavite in mano e da prua a poppa ha sempre qualcosa da mettere a posto, da stringere, da far funzionare meglio.
Di me che posso dire, che sono perfetto ed indispensabile? Tutt’altro. Ma penso che la responsabilità finale sia comunque la mia e devo perciò essere … all’altezza della situazione.
Turni di guardia :
Siamo in tre ed abbiamo suddiviso la notte in tre turni 21,00/24,00 – 24,00/03,00 – 03,00/06,00 . In ognuno di questi turni, alternativamente, ognuno riveste il ruolo di Guardia attiva, guardia a disposizione, riposo.
La guardia attiva attende alle funzioni di navigazione; la guardia a disposizione riposa in attesa di chiamata ed il terzo uomo dorme tranquillo in cuccetta.
Dato che le nottate sono finora state tutte tranquille con mare calmo, in effetti abbiamo tutti potuto dormire quasi continuativamente per 6 ore a notte. Un riposino pomeridiano, poi, serve per integrare le forze.
Prossimo check point charlie : Suez.
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