nov
08

Port Said: inizia l’avventura in mar Rosso

Port Said: inizia l’avventura in mar Rosso


burocraziaSiamo davanti a Port Said ed imbocchiamo le boe che ci segnalano l’ingresso nel Canale di Suez.

Ci dirigiamo immediatamente alla darsena del Port Fouad Yacht Center, dove siamo attesi dall’incaricato della compagnia che ci sbrigherà le pratiche di dogana e per l’autorizzazione al passaggio.

E qui infatti che gli yachts turistici si devono fermare; alcuni ufficiali salgono a bordo per effettuare una formale visita igienico-sanitaria (a noi hanno solo controllato la febbre, con lo stesso apparecchio che avevano infilato nelle orecchie di chissà quante altre persone!) e per misurare l’imbarcazione ovvero …
per calcolare il prezzo della tassa!

Tutta la procedura dura normalmente almeno un’intera giornata e non è consigliabile affrontarla da soli. Come spesso succede in luoghi simili non si capisce bene cosa in realtà sia necessario e cosa invece ti viene richiesto per complicarti la vita e scucirti un po’ di soldi in più. Noi ci siamo affidati ad una compagnia di pratiche navali già conosciuta da Maurizio…

Nonostante questo, la mattina dopo, mentre tutto si stava svolgendo secondo i programmi, ecco il “problemuccio” burocratico incominciare a fare capolino tra le carte.

Il nome El Safir non compare nella licenza di navigazione: in Italia questo termine è solo “eventuale” e facoltativo . E’ la sigla di registrazione – la targa – ciò a cui le autorità danno credito.

Qui non è così. Senza il nome registrato la barca non passa il canale.
Il Consolato italiano al Cairo, pur mettendosi in contatto con la Capitaneria di Porto di Fiumicino, non riesce a indicarci una soluzione fattibile e pratica.

La scappatoia poi, alla fine, si trova e ce la indicano gli stessi funzionari del Suez Canal Control Office: basta un timbro del Consolato italiano sulla fotocopia della licenza con su scritto in qualche modo che la barca si chiama El Safir.

E’ ormai giovedì pomeriggio e, a causa del fine settimana islamico, non riusciremo a trovare il Consolato Italiano aperto fino alla domenica mattina.
Stop alle macchine. Non c’è altro che aspettare pazientemente.

Con Paola e Guglielmo, che nel frattempo ci avevano raggiunto convinti di salpare immediatamente, partiamo invece alle 5 del mattino con un’auto per Alessandria
Il viaggio si rivela avvincente attraverso il territorio del delta del Nilo, ma anche una inaspettata occasione per una visita alla nuova biblioteca di Alessandria, interessante opera di architettura contemporanea, realizzata nel 2003.

La dichiarazione è presto compilata – non senza qualche perplessità da parte del funzionario – sulla base dei documenti di proprietà che avevamo con noi.
E l’autorizzazione al passaggio in canale è presto concessa…
Il potere della burocrazia!

Categorie : * Diario di bordo
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