il rimprovero dello squalo
il rimprovero dello squalo
Gianni ha appena fatto il bagno, legato ad una cima mentre la barca fila, quando un grosso squalo, con la sua pinna irsuta fuori dall’acqua, si è messo a nuotare incollato alla poppa di El Safir.
Per alcuni lunghi minuti il muso spunta, a pelo d’acqua a pochi centimetri dal timone.
E sott’acqua prosegue con tre metri di muscoli, nervi, pinne e denti.
La sua nuotata è tranquilla, quasi rallentata …
Sarà la suggestione, ma ci sembra solo una calma apparente. Ed è così vicino …
Un pò di timore ci si legge in faccia …
al pensiero di un improvviso scatto contro la barca …
Ogni tanto si sposta di lato e sembra che il suo occhio bianco, fisso, vitreo, cerchi i nostri sguardi. Una scena in stile Moby Dick …
Il momento è intenso … e dal mare, sento passare, forte e primitiva, come una scarica tra di noi divisi solo dal pelo dell’acqua.
Così come era improvvisamente apparso, in un attimo lo squalo è sparito nel blu.
Chi ha avuto più paura? (mhhh …di sicuro noi!
)
Ripensandoci credo sia venuto per farci un severo rimprovero a nome di tutti gli abitanti del mare …
Perchè c’è un antefatto.
<< ...Abbiamo da poco ripreso il mare da Port Sudan dopo una sosta di tre ore per sbrigare la pratica d'ingresso in Sudan e per i rifornimenti.
Quindi subito dogana, ispezione, ufficiale sanitario a bordo e poi il permesso di uscita.
Pensa a tutto l'incaricato d'agenzia, preavvisato del nostro passagio da Maurizio, e quindi, non solo niente visto sul passaporto, ma non siamo neanche dovuti scendere a terra per il rifornimenti del gasolio e per i viveri.
Per il rifornimento d'acqua - non potabile - abbiamo rimandato.
Sarebbero stati necessari complicati trasbordi di taniche sul tender, una gran perdita di tempo e ovviamente molta fatica.
E noi volevamo essere fuori dalla barriera corallina prima di notte
A bordo abbiamo un efficente desalinatore d'acqua di mare e quindi non c'è problema.
L'acqua da bere poi non manca mai sulla mia barca: El Safir è “imbottito” di bottiglie di acqua minerale già dalla partenza dall'Italia.
Il problema spunta fuori una volta ripartiti ... >>
Durante il rifornimento di gasolio a port Sudan la valvola del serbatoio è rimasta aperta e diversi litri si sono riversati in sentina.
E adesso nelle cabine si comincia a sentire un forte odore, acre …. tanto che Maria Teresa si rifugia sul pozzetto, all’esterno.
(ndr: imbottita con cappello, calzettoni e cerata invernale)
Noi cominciamo ad immettere acqua di mare e a far girare le pompe di espulsione fino a che, dopo qualche decina di lavaggi completi della sentina, i vapori del gasolio sono scomparsi.
(ndr: per la felicità di Maria Teresa che rientra immediatamente …)
E il gasolio? Purtroppo non ci sono altre soluzioni e siamo costretti riversarlo in mare.
Dando così il nostro contributo (negativo) all’inquinamento.
Siamo rimasti a guardare, veramente amareggiati, quella piccola scia viscida perdersi dietro El Safir quando è comparso lo squalo con quello sguardo …
a metterci i brividi addosso.
Lo spazzino del mare “ci rimprovera” severamente, proprio come farebbe un netturbino in città che ti becca … in flagrante!
“Scusi. Messaggio ricevuto. Promesso: mai più gasolio in mare …”
Dopo un pò tutto torna normale ed ora siamo qui riuniti nella dinette.
Il salone è rialzato rispetto al piano di coperta e le finestre sui tre lati ci consentono di controllare la situazione all’esterno. E anche di sederci insieme in uno spazio arioso e confortevole. (ndr: non claustrofobico come quello di altre barche …)
Perchè El Safir è un po’ motorsailer e, anche se a vela “perde” qualcosa in velocità, il suo livello di comfort è veramente apprezzabile in navigazione. Il tavolo da pranzo – ci si mangia in 10/12 persone – è al momento utilizzato come ufficio.
Ho il mio computer sul quale scrivo questo diario, prendo gli appunti di navigazione e relativi ai luoghi, controllo le rotte.
La plancia comandi con la strumentazione elettronica e la timoneria interna sono a destra; subito dietro c’è la consolle da carteggio e la cassettiera con il secondo congelatore. Da li, scendendo tre gradini, si va in cucina ed alle cabine di poppa.
C’è una importante riunione in corso:
stiamo discutendo insieme sull’opportunità di cambiare la rotta prevista, più lunga e all’esterno del reef, per sfruttare un corridoio libero sotto costa che ci farebbe risparmiare alcune ore.
<<… A che ora incroceremo questo passaggio stretto? Sarà buio?
Ingrandisci la carte sul quel punto ... quali sono le profondità?
Se si alza vento da sud-est che spazio avremmo per fare bordi? … Secondo me ...
Per favore, rileggi il “Red Sea Pilot” .... a proposito come sono i turni stanotte … >>
Si ragiona, si valuta e alla fine …
ok, è deciso: si cambia!
—
Marco
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