| dicembre, 2009

Finalmente a Gibuti

djiboutiSiamo nel golfo di Gibuti, il mare è calmo e spira un vento gentile.
Non riesco quasi a crederci.
Il ponte de El Safir incomincia ora ad asciugarsi da tutta l’acqua che ha imbarcato. Una patina di sale si svela così su tutta la superficie di teck e rimane attaccata quasi ai candelieri d’acciaio come fosse stallattiti.
Anche la nostra pelle è satura di sale. Ci sentiamo completamente disidratati e continuiamo insistentemente a bere acqua.

Alle prime ore del giorno Gibuti si staglia alla nostra vista con le mille luci del porto industriale.

Sono le 8 in ora locale e, superato l’ultimo isolotto, entriamo.
E’ il 5 novembre 2009 quando terminiamo questo nostro viaggio di trasferimento de El Safir per tutto il Mar Rosso.
Abbiamo impiegato esattamente 29 giorni.
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Bab El Mandeb: l’ultima prova

Bab El MandebUsciti dal porto di Massawa abbiamo di fronte a noi un nugolo quasi inestricabile di isole coralline: le Dahlak.

Sono isole bellissime e per lo più disabitate.
Adesso non posso visitarle ma, dopo Gibuti, sono intenzionato a spostare qui El Safir, da febbraio a maggio, per alcune crociere.

Ormai sicuri del fatto nostro, ci infiliamo senza esitazioni nel canale che ci porterà diretti a sud senza passare nel mezzo del mar Rosso.
La notte cala velocemente e bisogna tenere d’occhio i fanali e le mede che ti indicano le secche e le biforcazioni.

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dic
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Massawa

Massawa

bellissima eritreaIl “Port Control Office” ci indirizza già via radio al posto in banchina. L’Ufficiale ci aspetta sul molo, è cortese e parla italiano

(poi scopro che è la stessa persona sentita per radio: un vero factotum! Qui a Massawa molta gente parla italiano.
Anche i giovani che non hanno vissuto il periodo coloniale)

In breve ci informa sulle procedure da sbrigare: pagamento del porto, pratica all’ufficio immigrazione, rifornimenti d’acqua e di gasolio.

Il visto d’ingresso sul passaporto non occorre se giri per la città ma è necessario per andare fino ad Asmara. Maria Teresa vorrebbe prendere l’aereo per l’Italia e quindi lei ed io decidiamo di richiederlo per andare in aeroporto.

Sono 40 USD a testa ed una fototessera. Incredibile, ce l’abbiamo entrambi.
Tutto merito dei saggi consigli di Federico, il nostro consulente turistico. continua→

Sconosciuto in mare

sconosciuto in mareSto attraversando la barriera corallina e non posso neanche vederla.
Mannaggia a questo trasferimento, così lungo che non ci consente fermate per capire dove siamo.

Questo mar Rosso è ancora troppo … sconosciuto.

La costa sudanese è tutta orlata di reefs impenetrabili, ma ogni tanto si aprono degli squarci, si formano delle marse dove sarebbe bello avventurarsi.
Alcune sono profonde come fiordi, anche alcune miglia, e promettono sorprendenti, affascinanti scenari.

A sud di port Sudan, all’interno di un canale molto ramificato, c’è la città di Suakin; pare sia molto graziosa e anche Kito pensava di farci una sosta.
Ho letto poi dal libro di Carlo Auriemma che ci sarebbe nei paraggi un’antica città scomparsa dal fascino insuperabile.
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